giovedì 21 luglio 2011

POLITICI ITALIANI I PIU' PAGATI D'EUROPA


In questi giorni politici e mezzi d’informazione si stanno chiedendo quale possa essere il compenso appropriato per i parlamentari italiani che, come è noto, sono i più pagati d’Europa. Un criterio equo può essere quello di commisurare lo stipendio dei parlamentari al benessere economico dei propri cittadini, e quindi ad una misura (per quanto imperfetta) di questo: il Pil pro capite.
In figura si vede come esista una relazione lineare piuttosto precisa tra il Pil pro capite e gli stipendi dei parlamentari europei, con l’eccezione dell’Italia che si trova ben al di sopra della retta visibile in figura, costruita escludendola. Tale retta indica per l’Italia un valore di circa 51 mila euro (le linee tratteggiate mostrano il valore del Pil pro capite e il rispettivo stipendio atteso tramite la retta di regressione).

La retta di regressione (y = -45580 + 3.28x, R quadro = 0.84) è stata stimata per mezzo dei minimi quadrati escludendo l’Italia. Gli stipendi dei parlamentari sono quelli riportati nel Corriere della Sera del 9 giugno 2005 e quindi inferiori agli attuali.

sabato 9 luglio 2011

ITALIA: La censura prima passa da noi!


Qualcuno crede ancora che non vi sia censura al giorno d’oggi? Allora perchè, se da un lato siamo stati informati su tutto quello che sta succedendo in Egitto, dall’altro i mass-media non hanno sprecato una sola parola su ciò che sta accadendo in Islanda?
Il popolo islandese è riuscito a far dimettere un governo al completo;sono state nazionalizzate le principali banche commerciali; i cittadini hanno deciso all’unanimità di dichiarare l’insolvenza del debito che le stesse banche avevano sottoscritto con la Gran Bretagna e con l’Olanda, forti dell’inadeguatezza della loro politica finanziaria; infine, è stata creata un’assemblea popolare per riscrivere l’intera Costituzione. Il tutto in maniera pacifica. Una vera e propria Rivoluzione contro il potere che aveva condotto l’Islanda verso il recente collasso economico.

Sicuramente vi starete chiedendo perchè questi eventi non siano stati resi pubblici durante gli ultimi due anni. La risposta ci conduce verso un’altra domanda, ancora più mortificante: cosa accadrebbe se il resto dei cittadini europei prendessero esempio dai “concittadini” islandesi?
Ecco brevemente la cronologia dei fatti:
  • 2008 – A Settembre viene nazionalizzata la più importante banca dell’Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa sospende tutte le attività: il paese viene dichiarato in bancarotta.
  • 2009 – A Gennaio le proteste dei cittadini di fronte al Parlamento provocano le dimissioni del Primo Ministro Geir Haarde e di tutto il Governo – la Alleanza Social-Democratica (Samfylkingin) – costringendo il Paese alle elezioni anticipate. La situazione economica resta precaria. Il Parlamento propone una legge che prevede il risanamento del debito nei confronti di Gran Bretagna e Olanda, attraverso il pagamento di 3,5 MILIARDI di Euro che avrebbe gravato su ogni famiglia islandese, mensilmente, per la durata di 15 anni e con un tasso di interesse del 5,5%
  • 2010 – I cittadini ritornano a occupare le piazze e chiedono a gran voce di sottoporre a Referendum il provvedimento sopracitato.
  • 2011 – A Febbraio il Presidente Olafur Grimsson pone il veto alla ratifica della legge e annuncia il Referendum consultivo popolare. Le votazioni si tengono a Marzo ed i NO al pagamento del debito stravincono con il 93% dei voti. Nel frattempo, il Governo ha disposto le inchieste per determinare giuridicamente le responsabilità civili e penali della crisi. Vengono emessi i primi mandati di arresto per diversi banchieri e membri dell’esecutivo. L’Interpol si incarica di ricercare e catturare i condannati: tutti i banchieri implicati abbandonano l’Islanda. In questo contesto di crisi, viene eletta un’Assemblea per redigere una Nuova Costituzione che possa incorporare le lezioni apprese durante la crisi e che sostituisca l’attuale Costituzione (basata sul modello di quella Danese). Per lo scopo, ci si rivolge direttamente al Popolo Sovrano: vengono eletti legalmente 25 cittadini, liberi da affiliazione politica, tra i 522 che si sono presentati alle votazioni. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori. La nuova Assemblea Costituzionale inizia il suo lavoro in Febbraio e presenta un progetto chiamato Magna Carta nel quale confluiscono la maggiorparte delle “linee guida” prodotte in modo consensuale nel corso delle diverse assemblee popolari che hanno avuto luogo in tutto il Paese. La Magna Carta dovrà essere sottoposta all’approvazione del Parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni legislative che si terranno.
Questa è stata, in sintesi, la breve storia della Ri-evoluzione democratica islandese.
Abbiamo forse sentito parlare di tutto ciò nei mezzi di comunicazione europei?
Abbiamo ricevuto un qualsiasi commento su questi avvenimenti nei noiosissimi salotti politici televisivi o nelle tribune elettorali radiofoniche?
Abbiamo visto nella nostra beneamata Televisione anche un solo fotogramma che raccontasse qualcuno di questi momenti?
SINCERAMENTE NO.
I cittadini islandesi sono riusciti a dare una lezione di Democrazia Diretta e di Sovranità Popolare e Monetaria a tutta l’Europa, opponendosi pacificamente al Sistema ed esaltando il potere della cittadinanza di fronte agli occhi indifferenti del mondo.
Siamo davvero sicuri che non ci sia “censura” o manipolazione nei mass-media?
Il minimo che possiamo fare è prendere coscienza di questa romantica storia di piazza e farla diventare leggenda, divulgandola tra i nostri contatti. Per farlo possiamo usare i mezzi che più ci aggradano: i “nostalgici” potranno usare il telefono, gli “appassionati” potranno parlarne davanti a una birra al Bar dello Sport o subito dopo un caffè al Corso.
I più “tecnologicamente avanzati” potranno fare un copia/incolla e spammare questo racconto via e-mail oppure, con un semplice click sui pulsanti di condivisione dei Social Network in fondo all’articolo, lanciare una salvifica catena di Sant’Antonio su Facebook, Twitter, Digg o GoogleBuzz. I “guru del web” si sentiranno il dovere di riportare, a modo loro, questa fantastica lezione di civiltà, montando un video su YouTube, postando un articolo ad effetto sui loro blog personali o iniziando un nuovo thread nei loro forum preferiti.
L’importante è che, finalmente, abbiamo la possibilità di bypassare la manipolazione mediatica dell’informazione ed abbattere così il castello di carte di questa politica bipartitica, sempre più servile agli interessi economici delle banche d’affari e delle corporazioni multinazionali e sempre più lontana dal nostro Bene Comune.

giovedì 23 giugno 2011

UNO COME NOI...

Oggi pomeriggio ascoltavo una stupenda canzone dei NOMADI "Uno come noi".
Racconta la storia del "Rivoltoso Sconosciuto",il celebre studente che durante la  protesta di piazza Tiananmen il 5 giugno 1989 il giorno dopo che il governo cinese cominciò a reprimere brutalmente la protesta;cosa accadde quel giorno lo sappiamo tutti quanti e anche chi è nato parecchi anni dopo il 1989 se si parla di Piazza Tiananmen la mente va subito a quel giovane studente che con il sue esile corpo ha fermato un carro-armato.
Mi piace immaginarmi la scena,la tensione che poteva esserci in quei momenti e i pensieri di questo giovane,di certo spaventatissimo ma in lui c'era qualcosa che andava oltre la paura,il lui è scoccata una fiamma di libertà e di voler riprendersi i propri diritti per lungo tempo calpestati,una manifestazione di una sola persona,ma per un momento è stato come se tutto il mondo fosse fermo li davanti con lui a quel carro-armato tutti fermi ad aspettare.
Poi penso anche al quel soldato che era dentro al carro-armato,magari avrebbe preferito cento mila volte esser da tutt'altra parte,magari era li perchè obbligato,non per fede o per amore della patria,e mi piacerebbe tanto sapere a cosa pensava in quel momento,a cosa gli dicevano di fare i sui superiori e lui che non poteva far altro che recitare la parte del burattino.


Di quel ragazzo oggi non si sa che fine abbia fatto,molte fonti dicono che sia stato giustiziato,a me piace pensarlo ancora vivo,davanti ad ogni carro-armato,ad ogni fucile,pistola,missile puntato contro la libertà dei diritti umani e della democrazia,mi piace vederlo ancora in Piazza che sprezzante del pericolo si fa beffa dei militari e con un gesto assolutamente pacifico tiene in stallo ancora tutti i grandi,che poi grandi non sono,che anche oggi 2011 calpestano i diritti umani.


Grazie Tank Man, per averci insegnato che tu eri uno come noi,uno dei tanti,ma sei quello che ha fatto la differenza.







Ti voglio dire che né politica, né religione, 
danno il diritto di troncare la vita di un uomo. 

Che sogna solo una casa una donna un lavoro, 
di essere libero e un poco felice in un mondo migliore 
fatto di gente, gente come noi.


lunedì 20 giugno 2011

Giù il Cappello! Chapeau

<<Oh, tutti i disgraziati con la schiena che brucia
sotto il sole feroce, che vanno e tornano,
che in questo lavoro senton scoppiare la fronte...
Giù il cappello, miei borghesi! Oh, questi son gli uomini!>>...  (IL FABBRO - Arthur Rimbaud ) 







Magari fosse davvero così,magari giù il cappello per tutte quelle persone che lavorano,che si tengono stretti il proprio lavoro,perchè non è facile oggi come oggi essere un lavoratore,chapeau a tutti quelli che fanno i lavori più umili ma lo fanno con dignità,lo fanno perchè sanno che forse per loro è l'unico modo possibile per guadagnarsi la pagnotta.
Chapeau a tutti quei giovani che per aiutare la propria famiglia in difficoltà rinunciano a uscite in discoteca e fine settimana al mare per lavorare e portare in casa qualche euro.
Chapeau alle madri di famiglia che il loro lavoro domestico,che insegnano ai figli l'educazione e il rispetto.
Chapeau a tutti i laureati che non riescono a fare ciò per cui hanno studiato e sono costretti a ridursi a lavorare nei Call-Center o nelle paninerie per poter portare a casa qualche soldo.
Chapeau a tutti quelli che cercano lavoro,perchè l' Italia è una repubblica fondata sul lavoro ma solo sulla carta,perchè in questo paese dove è facile parlare e non agire non è facile entrare nel mondo del lavoro,chapeau a tutti voi che ogni giorno mandate in giro decine di curricula nella speranza di essere assunti,ma vedete l'assunzione sempre come una chimera,un sono troppo lontano e irraggiungibile. Non scoraggiatevi,lottate e fatevi sentire.
In fine chapeau a tutti quelli che sul lavoro hanno perso la vita e ci hanno lasciato,il lavoro come un campo di battaglia,come una guerra contro tutto questo sistema che sta cadendo a pazzi.
chapeau a voi ragazzi e ragazze,signori e signore,che il vostro gesto,estremo,non sia vano.



lunedì 13 giugno 2011

Dov'è la Vittoria? Le porga la chioma...

ADESSO SON CAZZI AMARI...






Siamo ancora un popolo! E' stato raggiunto il quorum per tutti e 4 i referendum. Per il nucleare è il secondo referendum con cui i cittadini hanno mandato a fanculo i partiti. Vedremo se avranno il coraggio di riproporlo. Saluto con affetto Forminchioni, Chicco Testa, Cancronesi e il Bersani di quarta generazione. Per l'acqua arriva ora la parte più complicata, come restituire al pubblico la gestione e sottrarla alle varie Veolia, Suez e Smat. Non sarà facile. Oggi ha vinto il popolo italiano, i cittadini. I partiti inizino a fare le valigie. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure. Qualcosa di sicuro sta cambiando, L'ITALIA S'E' DESTA,un solo grande popolo finalmente si è svegliato,o risvegliato,gli animi si sono accesi e soffia un nuovo vento,il vento del cambiamento, un vento che da brezza leggere piano piano sta soffiando sempre più forte,è solo l'inizio,lo sappiamo bene,la strada è ancora lunga,il popolo tutto e singolo deve continuare a far sentire la propria presenza e ad esprimere il proprio pensiero.
Dicano pure che questo referendum non centra nulla con la stabilità del governa,dicano pure che non è lo specchio della reale situazione del popolo italiano... Ma se così non fosse ci sarebbe da chiedersi perchè sul quarto referendum ha votato SI il 94,91% dei votanti... 
Forse l'Italiano ne ha davvero le palle piene di tante leggi ingiuste e di tante agevolazioni per i parlamentari,forse qualcosa sta cambiando nella mentalità italiana!
Spero vivamente e con tutto il cuore che non sia la fine di un qualcosa di sano e genuino,ne un evento sporadico ma l'inizio di un qualcosa di grande!

HABEMUS QUORUM

L'italiano ha dimostrato a tutti i politici che il popolo è sovrano,chi sperava nel non voto ha sbagliato di grosso,pure che pensava che l'italiano non reagisse a tutto questo scempio!

LA SOVRANITA' E' DEL POPOLO... che siamo noi... che sei tu!

Qua tutti i risultati in tempo reale:

http://referendum.interno.it/

http://www.ansa.it/web/index_refresh_ce.html


DATI AFFLUENZA

Tutti i dati di tutti i paesi d'italia con le varie percentuali!

IL LINK

http://referendum.interno.it/RF000.htm