venerdì 18 maggio 2012

Cronache di Biassono...

Quella di Biassono è la giunta dei buffoni,persone che si dilettano a prendere in giro oltre che loro stessi anche i cittadini.
Non è ammissibile che un paese,a prescindere dalla maggioranza in consiglio,sia costellato di simboli di partito e che un consigliere comunale dica che non è riferibile alla lega in quanto non è di colore verde;verde come i sorci che vedo ogni volta che passeggiando per Biassono incombo in vie dai nomi fantasy e tendenziosi,(Largo Pontida,via dei Celti,giardini padani per non parlare poi di Via Padania, che anche il correttore automatico di word non riconosce proprio perchè la padania non esiste). 
L'unica mossa saggia da parte del sindaco è stata quella della petizione contro il distributore nel parco,ma per il resto non ha mostrato il minimo senso di civiltà e di rispetto nei confronti della cittadinanza tutta.
E' in oltre evidente che la cultura alla maggioranza non piaccia proprio,ci sarebbe da capire se è una questione di controllo mentale delle masse oppure un tentativo di creare una habitat più adatto a loro e alla loro filosofia di partito.


Visto e considerato che molti cittadini non hanno ne tempo,ne voglia di partecipare al consiglio comunale e visto che sarebbe giusto che tutti sappiano quello che viene discusso,ma soprattutto i modi e i termini usati,vorrei sapere,da parte di qualcuno che se ne intende,se è possibile filmare il consiglio e poi pubblicarlo su youtube,considerando che si tiene in un luogo pubblico e che riguarda tutta la cittadinanza...


Grazie.

martedì 15 maggio 2012

Pensee de na Lüseerta...

I pensieri di una Lucertola...
La mia vita sta cambiando,e di conseguenza anche il mio blog.
Sono sempre stato affascinato dalla lucertola,è un animale che nella mia fantasia fa da collegamento tra il mondo reale e il mondo onirico dei sogni e dei desideri ed esprime tutta la voglia che l'uomo ha di assecondarli e raggiungerli.
Non so dirvi perchè  proprio la Lucertola,non penso di esser stato io ad aver scelto lei come animale totem ma penso sia stato l'esatto opposto.Da ragazzino mi divertivo a catturarle, a giocarci insieme e anche a farci ogni sorta di gioco macabro con fili di corda e quant'altro potesse capitarmi tra le mani,è allora che la Lucertola mi ha scelto proprio per farmi provare cosa significa essere senza cosa, il dolore che si prova quando ti viene staccata ,quando una parte di te o delle tue convinzioni vengono perse e abbandonate. Delle volte è una perdita involontaria, c'è sempre nella vita un qualcuno che ti vuole staccare la coda,vuole farti soffrire,chissà poi perchè e vuol farti cadere a terra, vuole strapparti la coda e vedere poi cosa succede. Altre volte la coda va staccata per necessità,non perchè sono gli altri che lo vogliono ma perchè sei tu che te ne vuoi liberare,perchè devi fuggire da qualcosa e allora è meglio che quel qualcosa si avventi sulla tua coda mozzata piuttosto che sul tuo corpo,e questa perdita ti permette di sopravvivere.

Per me la coda simboleggia anche il passato che ci si porta alle spalle, anche se  doloroso e non  sempre facile,delle volte conviene davvero abbandonarlo e non pensarci,dimenticarlo come la lucertola dimentica la coda perduta,lasciarlo a terra e continuare a camminare, ricostruendolo giorno per giorno con nuovi principi e con nuove persone al fianco. Ecco ora io mi trovo in questa situazione, ho da poco perso la coda, mi ritrovo con un passato che mi ha tanto deluso e con la voglia di ricominciare,non è facile vagare senza coda,spesso si perde l'equilibrio e si cade a terra e ci si fa davvero tanto male, ma so che con il tempo la coda ricrescerà più forte,approfittando dell'esperienza passata,dovuta agli errori miei e alle malefatte di altri...devo solo aver pazienza.

Ringrazio la Lucertola di avermi accettato come suo figlio o suo discepolo e la ringrazio ancora una altra volta perchè ora che sto provando cosa significa essere senza coda ,finalmente mi sento perdonato dalle lucertole.Finalmente mi sento una lucertola.

Vorrei citare una delle mie canzoni preferite di uno dei miei artisti preferiti ,Davide van de Sfroos, che riassume meglio quello che sento e che provo e il mio stile di vita,anche lui come me,molto prima di me è stato perdonato delle lucertole e della lucertola ne ha fatto un simbolo della sua musica,parole,suoni e canzoni...



E sarà menga il campaniilE non sarà il campanile
a facch un boecc nella crapa del suuA fare un buco nella testa del sole
l’arcubaleno el borla mea in tèraL’arcobaleno non cade a terra
se se necoorg che l’ha sbaglià i culuuSe non si accorge che ha sbagliato i colori
e sarà menga sta ringhiera rüginE non sarà questa ringhiera ruggine
a fermà il torr quand vurerà scapàA fermare il toro quando vorrà scappare
gnanca sto omm cun’t el badiilNeanche quest’uomo con il badile
e la sua mamm che cambia mai scusàaE sua madre che cambia mai grembiule
quanti zanzar in soel camp di buccQuante zanzare sul campo di bocce
quanti cuveert in soel lecc la noccQuante coperte sul letto la notte
e quanti voolt emm cambià tuajaE quante volte abbiamo cambiato la tovaglia
per un tavul senza invidàaPer un tavolo senza invitati
quanti butegli pièe del saang di stellQuante bottiglie piene del sangue delle stelle
quanti büceer per lassà in giir l’umbrìaQuanti bicchieri per lasciare in giro l’ombra
quanti paròll in soe un tocch de cartaQuante parole su un pezzo di carta
e in soe la lengua dumà un francubullE sulla lingua solo un francobollo
Riid insema de me dona lüseertaRidi insieme a me donna lucertola
lassa che ogni fülmin el se scüurtaLascia che ogni fulmine si accorci
riid insema de me dona luseertaRidi insieme a me donna lucertola
lassa ogni fenestra a buca verta questa noccLascia ogni finestra a bocca aperta questa
El pioev soe chi se moevPiove su chi si muove
el pioev soe chi sta fermuPiove su chi sta fermo
ma taant el tempuraalMa tanto il temporale
ghe l’emm scià in brascL’abbiamo qui in braccio
E sarà mea questu specc de aquaE non sarà questo specchio d’acqua
a daat indréè la tua facia a sees annA ridarti la faccia che avevi a sei anni
la matena la g’ha l’oor in bucaLa mattina ha l’oro in bocca
ma un cactus in di sacòccMa un cactus nelle tasche
e sarà menga questu crucifissE non sarà questo crocifisso
cun tacaa un Cristo cunt el vinavillCon appeso un Cristo con il vinavill
a famm desmett de pregà incrüsciàaA farmi smettere di pregare piegato
denaanz a questo cumudenDavanti a questo comodino
perché ogni cioo faa maa se’l sbogiaPerché ogni chiodo fa male e quando buca
ma anca quaand te la tiren foeMa anche quando te lo estraggono
e quaand el teemp el finiss la bendaE quando il tempo finisce la benda
el taca a duperà’l curlascInizia ad adoperare la mannaia
e te séet menga se l’è culpa del ciooE non sai se è colpa del chiodo
o del martell che l’ha picàaO del martello che l’ha picchiato
e la matena la g’ha l’oor in bucaE la mattina ha l’oro in bocca
però i diamanti i a scundüü in del cüüPerò i diamanti li ha nascosti nel culo
Riid insema de me dona luseertaRidi con me donna lucertola
prega che ogni spada sia de cartaPrega che ogni spada sia di carta
riid inseme de me dona luseertaRidi con me donna lucertola
prega sia per l’unda che la barca questa noccPrega sia per l’onda che per la barca questa
el veent el diis una robaIl vento dice una cosa
la loena na diis un’oltraLa luna ne dice un’altra
ma il coer che ghemm l’è abitüaa aMa il cuore che abbiamo è abituato a nuotare
il coer che ghemm l’è abitüaa a nudàIl cuore che abbiamo è abituato a nuotare
E sarà menga questa polaroidE non sarà questa polaroid
cun soe un facia che s’è sculuridaCon ritratta una faccia che si è scolorita
a scancelà la mann che m’ha tegnüü in brascA cancellare la mano che mi ha tenuto in braccio

Canzone che DVDS dedica al padre,come tutto il resto dell'album Yanez.




lunedì 14 maggio 2012

Vivere o Esistere?


Vivere è la cosa più rara del mondo: i più, esistono solamente...

Così recita un aforisma di Oscar Wilde,ed effettivamente non ha tutti i torti,raramente viviamo,spesso sopravviviamo o peggio ancora non viviamo affatto,esistiamo soltanto,e per molti anche questa è una gran fortuna. Essere vivi è difficile,ma non complicato,basta avere un minimo di forza di volontà,e in questo periodo dovrei averne anche io,ma non è sempre facile trovare la giusta motivazione che ci dia la spinta quotidiana a non mollare,a non farci travolgere dagli eventi a non lasciare che siano le cose a fare il loro corso,certe volte è vero non è possibile interrompere il corso degli eventi ma ci sono delle volte in cui lo è o quanto meno ci si deve provare. Forse sto scrivendo queste cose soprattutto per me stesso,perchè magari rileggendole troverò la forza e la voglia di continuare a lottare,di cambiare quello che non va nella mia vita. Le difficoltà sono all'ordine del giorno,alcune sono solo piccoli ostacoli facili da superare,altri ci sembrano mura ciclopiche,gigantesche barriere che ci scoraggiano e che ci fanno perdere la voglia di continuare a lottare,ci precludono la vista dell'obbiettivo che abbiamo in mente,ma non c'è soddisfazione migliore di quella che si prova quando si riesce a superarle,da soli, o con l'aiuto di qualcuno di speciale,un amico,una compagna o un compagno. Non c'è cosa più bella di vedere queste mura alle nostre spalle e pensare, "c'è l'ho fatta". Le difficoltà fanno parte della vita e ci aiutano ad apprezzarla fino in fondo,sconfiggere o evitarle fa la differenza tra esistere o vivere.

domenica 13 maggio 2012

Pensiero notturno N°1

La notte porta consiglio,così diceva qualche saggio in un tempo passato,a me personalmente la notte o meglio ancora il momento prima di prendere sonno oltre che a darmi consiglio mi aiuta a riflettere,davanti a me si crea come una lavagna nera e i gessetti colorati della immaginazione cominciano a colorarla facendo riaffiorare nel contempo ricordi sbiaditi dell'infanzia,non è raro che mi addormento pensando a quanto ero felice quando ero bambino. Ovviamente si trattava di una felicità ben differente di quella di un adulto,una felicità del tutto disinteressata al desiderio di affermazione sociale piuttosto che alla voglia di guadagno o di trovare uno scopo e una collocazione in questa vita,si trattava di una felicità basata sulle piccole cose,piccole si,ma ricche di significato,da un abbraccio della mamma,che francamente con il passare del tempo sono diminuiti di numero,per quanto ne vorrei ancora ogni giorno ma si fa sempre fatiche a dire ai propri genitori che gli si vuole bene quando si diventa grandi,quando si è piccoli i sentimenti vengono chiaramente espressi e comunicati,quanti "ti voglio bene" abbiamo detto quando eravamo piccoli,e quanti ne diciamo ora che siamo adulti?
I bambini hanno molto da insegnarci,e non è una delle tante frasi retoriche è la verità,forse anche una scomoda verità che tutti sappiamo che non vogliamo riconoscere,i bambini nella loro innocenza ci insegnano molto,nei loro modi di fare,nei lori gesti e nelle loro domande curiose e anche imbarazzanti.
Quando eravamo bambini non ci spaventava il domandare,si domandava sempre,si chiedeva tutto,il perchè delle cose,come funzionano, a cosa servono,e poi c'erano le domande che per gli adulti erano imbarazzanti e alle quali nessun adulto riusciva bene a rispondere ne tanto meno ad ovviare la domanda... Poi la mente torna al presente all'oggi e mi chiedo, siamo stati tutti quanti bambini e tutti quanti abbiamo chiesto,abbiamo sbagliato e abbiamo detto,da bambini era più facile amare e avere delle amicizie,forse perchè non si sapevano bene le cose come funzionavano o forse perchè proprio lo sapevano benissimo come funzionavano le cose, forse l'età e la "maturità" ci ha fatto mettere dei veli davanti a certi argomenti e altre volte abbiamo costruito dei muri,ed ecco che nascono i taboo, le frasi da non dire e gli argomenti da non trattare... Non so se è il corso naturale delle cose che ci porta a precludere alcune strade e ad essere più distaccati dalla realtà di quanto non possa esserlo un bambino che per sua natura dovrebbe essere un sognatore ed un grande immaginatore... ma nella sua quotidianità è molto più pragmatico e concreto di un adulto.

Concludo chiedendomi a quanto punto una cosa,quanto ho smesso di crescere? quando la vita si è impossessata di me,mentre invece dovevo essere io ad impossessarmi della vita? Quando ho smesso di dire ti voglio bene?

mercoledì 21 dicembre 2011

Non sempre c'è da dire...

Non sempre c'è da dire qualcosa,ora come ora sono due le cose che si posso fare:

Stare a guardare,in silenzio e lasciarci trasportare dagli eventi e dalle fantasie degli altri.

Oppure riprenderci in mano quello che ci appartiene e risollevare quello che è caduto!

giovedì 21 luglio 2011

POLITICI ITALIANI I PIU' PAGATI D'EUROPA


In questi giorni politici e mezzi d’informazione si stanno chiedendo quale possa essere il compenso appropriato per i parlamentari italiani che, come è noto, sono i più pagati d’Europa. Un criterio equo può essere quello di commisurare lo stipendio dei parlamentari al benessere economico dei propri cittadini, e quindi ad una misura (per quanto imperfetta) di questo: il Pil pro capite.
In figura si vede come esista una relazione lineare piuttosto precisa tra il Pil pro capite e gli stipendi dei parlamentari europei, con l’eccezione dell’Italia che si trova ben al di sopra della retta visibile in figura, costruita escludendola. Tale retta indica per l’Italia un valore di circa 51 mila euro (le linee tratteggiate mostrano il valore del Pil pro capite e il rispettivo stipendio atteso tramite la retta di regressione).

La retta di regressione (y = -45580 + 3.28x, R quadro = 0.84) è stata stimata per mezzo dei minimi quadrati escludendo l’Italia. Gli stipendi dei parlamentari sono quelli riportati nel Corriere della Sera del 9 giugno 2005 e quindi inferiori agli attuali.

sabato 9 luglio 2011

ITALIA: La censura prima passa da noi!


Qualcuno crede ancora che non vi sia censura al giorno d’oggi? Allora perchè, se da un lato siamo stati informati su tutto quello che sta succedendo in Egitto, dall’altro i mass-media non hanno sprecato una sola parola su ciò che sta accadendo in Islanda?
Il popolo islandese è riuscito a far dimettere un governo al completo;sono state nazionalizzate le principali banche commerciali; i cittadini hanno deciso all’unanimità di dichiarare l’insolvenza del debito che le stesse banche avevano sottoscritto con la Gran Bretagna e con l’Olanda, forti dell’inadeguatezza della loro politica finanziaria; infine, è stata creata un’assemblea popolare per riscrivere l’intera Costituzione. Il tutto in maniera pacifica. Una vera e propria Rivoluzione contro il potere che aveva condotto l’Islanda verso il recente collasso economico.

Sicuramente vi starete chiedendo perchè questi eventi non siano stati resi pubblici durante gli ultimi due anni. La risposta ci conduce verso un’altra domanda, ancora più mortificante: cosa accadrebbe se il resto dei cittadini europei prendessero esempio dai “concittadini” islandesi?
Ecco brevemente la cronologia dei fatti:
  • 2008 – A Settembre viene nazionalizzata la più importante banca dell’Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa sospende tutte le attività: il paese viene dichiarato in bancarotta.
  • 2009 – A Gennaio le proteste dei cittadini di fronte al Parlamento provocano le dimissioni del Primo Ministro Geir Haarde e di tutto il Governo – la Alleanza Social-Democratica (Samfylkingin) – costringendo il Paese alle elezioni anticipate. La situazione economica resta precaria. Il Parlamento propone una legge che prevede il risanamento del debito nei confronti di Gran Bretagna e Olanda, attraverso il pagamento di 3,5 MILIARDI di Euro che avrebbe gravato su ogni famiglia islandese, mensilmente, per la durata di 15 anni e con un tasso di interesse del 5,5%
  • 2010 – I cittadini ritornano a occupare le piazze e chiedono a gran voce di sottoporre a Referendum il provvedimento sopracitato.
  • 2011 – A Febbraio il Presidente Olafur Grimsson pone il veto alla ratifica della legge e annuncia il Referendum consultivo popolare. Le votazioni si tengono a Marzo ed i NO al pagamento del debito stravincono con il 93% dei voti. Nel frattempo, il Governo ha disposto le inchieste per determinare giuridicamente le responsabilità civili e penali della crisi. Vengono emessi i primi mandati di arresto per diversi banchieri e membri dell’esecutivo. L’Interpol si incarica di ricercare e catturare i condannati: tutti i banchieri implicati abbandonano l’Islanda. In questo contesto di crisi, viene eletta un’Assemblea per redigere una Nuova Costituzione che possa incorporare le lezioni apprese durante la crisi e che sostituisca l’attuale Costituzione (basata sul modello di quella Danese). Per lo scopo, ci si rivolge direttamente al Popolo Sovrano: vengono eletti legalmente 25 cittadini, liberi da affiliazione politica, tra i 522 che si sono presentati alle votazioni. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori. La nuova Assemblea Costituzionale inizia il suo lavoro in Febbraio e presenta un progetto chiamato Magna Carta nel quale confluiscono la maggiorparte delle “linee guida” prodotte in modo consensuale nel corso delle diverse assemblee popolari che hanno avuto luogo in tutto il Paese. La Magna Carta dovrà essere sottoposta all’approvazione del Parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni legislative che si terranno.
Questa è stata, in sintesi, la breve storia della Ri-evoluzione democratica islandese.
Abbiamo forse sentito parlare di tutto ciò nei mezzi di comunicazione europei?
Abbiamo ricevuto un qualsiasi commento su questi avvenimenti nei noiosissimi salotti politici televisivi o nelle tribune elettorali radiofoniche?
Abbiamo visto nella nostra beneamata Televisione anche un solo fotogramma che raccontasse qualcuno di questi momenti?
SINCERAMENTE NO.
I cittadini islandesi sono riusciti a dare una lezione di Democrazia Diretta e di Sovranità Popolare e Monetaria a tutta l’Europa, opponendosi pacificamente al Sistema ed esaltando il potere della cittadinanza di fronte agli occhi indifferenti del mondo.
Siamo davvero sicuri che non ci sia “censura” o manipolazione nei mass-media?
Il minimo che possiamo fare è prendere coscienza di questa romantica storia di piazza e farla diventare leggenda, divulgandola tra i nostri contatti. Per farlo possiamo usare i mezzi che più ci aggradano: i “nostalgici” potranno usare il telefono, gli “appassionati” potranno parlarne davanti a una birra al Bar dello Sport o subito dopo un caffè al Corso.
I più “tecnologicamente avanzati” potranno fare un copia/incolla e spammare questo racconto via e-mail oppure, con un semplice click sui pulsanti di condivisione dei Social Network in fondo all’articolo, lanciare una salvifica catena di Sant’Antonio su Facebook, Twitter, Digg o GoogleBuzz. I “guru del web” si sentiranno il dovere di riportare, a modo loro, questa fantastica lezione di civiltà, montando un video su YouTube, postando un articolo ad effetto sui loro blog personali o iniziando un nuovo thread nei loro forum preferiti.
L’importante è che, finalmente, abbiamo la possibilità di bypassare la manipolazione mediatica dell’informazione ed abbattere così il castello di carte di questa politica bipartitica, sempre più servile agli interessi economici delle banche d’affari e delle corporazioni multinazionali e sempre più lontana dal nostro Bene Comune.